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Simbad  il Marinaio

Simbad il Marinaio

di Fabrizio Fattori

Nelle “Mille e una notte” compare questo personaggio i viaggi avventurosi del quale costituiscono argomento di racconto per Sharazad sposa del re persiano Sharhyjar che lei intrattiene con i suoi racconti con lo scopo di porre fine ai femminicidi da questi perpetrati.  

 

Le avventure narrate sono ispirate all’esperienza dei navigatori dell’oceano indiano ed in particolare alla figura di Cheng-ho  “il navigatore”, ammiraglio  della potente flotta cinese. Nato, verso il 1370, nello Yunan con il nome di Ma-ho, entrò a far parte della corte del principe Zhu-Di della dinastia Ming, come eunuco reale, dopo essere stato fatto prigioniero a seguito della conquista sullo Yunan da parte dell’esercito cinese.
 


 

Le navi di Cheng-ho  “il navigatore”

 

In breve tempo divenne collaboratore fidato della corte assumendo un ruolo rilevante nell’ascesa al potere imperiale del principe (1402), il quale gli affidò  la costruzione ed il comando della flotta. Divenne così il più potente eunuco dell’impero malgrado fosse di religione mussulmana. Il suo nome venne cambiato in Cheng-ho, ma era anche conosciuto come San-bao (tre gioielli) e da questo soprannome sembri derivi il nome Simbad.

 

Su incarico dell’imperatore, nel corso di parecchi anni, effettuò sette viaggi esplorativi portando a termine missioni diplomatiche, commerciali e scientifiche navigando  verso le coste orientali dell’Africa e del Mar rosso, ma anche i mari di Corea e Giappone, del mar indocinese e dell’Indonesia e  secondo alcuni anche i mari di Australia e Nuova Zelanda, per arrivare in Antartide  e nelle Americhe.
 


 

La flotta era costituita da decine di enormi imbarcazioni (lunghe 122 metri e larghe 50, spinte da un sistema di dodici vele) alcune specializzate nell’esclusivo trasporto di cavalli, acqua o merci da commerciare, nonché navi da guerra con equipaggi di parecchie migliaia di uomini.

 

La navigazione avveniva orientandosi con la stella polare o la croce del sud ma anche grazie a strumenti di misurazione come il compasso, inventato proprio in Cina nell’ undicesimo secolo. Nel corso di questi viaggi vennero sviluppate relazioni diplomatiche, fondati approdi commerciali, debellato pirati e sovrani ostili, e se l’alternarsi degli imperatori non avesse impedito di adottare una visione restrittiva di queste imprese, impedendo di fatto la costruzione di navigli e l’intrapresa di nuovi viaggi, oggi il potere politico ed economico della Cina sarebbe stato di gran lunga superiore.

 

Fabrizio Fattori

Fonte: Nautica Report
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Mille e una notte, Sharazad, Sharhyjar, Cheng-ho “il navigatore”, Cheng-ho, San-bao
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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 25/06/2019 06:40

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