L’Acquedotto Vergine - Report - NAUTICA REPORT
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Le Cinque Terre (SP)
Le Cinque Terre sono un frastagliato tratto di costa della riviera ligure di levante situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero.   In questa riviera  si trovano cinque borghi o, come
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 18/02/2019 07:00
Report / L’Acquedotto Vergine
L’Acquedotto Vergine

L’Acquedotto Vergine

 
Marco Vipsanio Agrippa

Unico, dopo venti secoli, ad essere ancora in funzione, l'Acquedotto Vergine fu voluto da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell'imperatore Augusto, che lo inaugurò il 9 giugno del 19 a.C. per rifornire le sue terme nel Campo Marzio. Sesto acquedotto di Roma in ordine di realizzazione.

 

Il Vergine aveva origine - a poca distanza dal corso dell'Aniene - da alcune sorgenti che si trovavano nell'Agro Lucullano, all' VIII miglio della via Collatina (corrispondente al chilometro 10,500 dell'attuale via), presso l'odierna località di Salone, a 24 metri sul livello del mare. Il sistema di captazione riguardava diverse polle e vene acquifere variamente imbrigliate e raccolte in un bacino artificiale.

 

Altre acque, provenienti da altri bacini imbriferi venivano poi acquisite lungo il percorso.
 


 

Roma - L'Acquedotto Vergine - Foto sotterraneidiroma.it

 

La portata giornaliera era di 2.504 quinarie, pari a 1.202 litri al secondo, delle quali, secondo Frontino, 200 venivano erogate nel Suburbio, mentre le 2.304 che giungevano in città erano distribuite attraverso 18 castella secondari in modo che 1.457 andavano per le opere pubbliche, 509 alla casa imperiale e le restanti 338 alle concessioni private.

 

Il percorso dell'acquedotto era lungo 14.105 passi, pari a 20,471 chilometri, tutto sotterraneo meno due chilometri circa che correvano in parte su sostruzioni ed in parte, relativamente all'ultimo tratto attraverso il Campo Marzio, su arcuazioni continue.



 

Roma - L'Acquedotto Vergine - Foto sotterraneidiroma.it


Il condotto dell'Acqua Vergine, così come accade per altri acquedotti, non segue la via più breve. Spesso questo accorgimento era necessario per mantenere costante la pendenza  - mensura declivitatis -del canale ed evitare che l'acqua prendesse una velocità tale da compromettere la tenuta dell'acquedotto stesso.

 

In questo caso i motivi furono probabilmente differenti:  pur partendo dalla zona a sud-est di Roma esso entra in città da nord, dopo aver compiuto un arco tanto ampio e lungo da far pensare che si sia in tal modo voluto servire, e di conseguenza valorizzare, il vasto settore suburbano del quadrante settentrionale, rimasto fino ad allora del tutto privo di approvvigionamento idrico,  portando inoltre l'acqua al Campo Marzio senza dover attraversare zone della città già ampiamente urbanizzate.


 

Percorso dell'Acquedotto Vergine tutt'ora funzionante

 

Essendo tuttavia le sorgenti tra le più basse sul livello del mare e molto vicine a Roma, l'acqua non poteva raggiungere un livello tanto elevato.

 

Dopo un percorso sotterraneo di circa cinque chilometri da Salone, arrivato al fosso della Marranella, anziché proseguire sotto i colli della città il condotto voltava bruscamente verso nord, seguiva la Via Collatina fino alla località di Portonaccio, dove raggiungeva la Via Tiburtina e l'Aniene, che attraversava nella zona di Pietralata; poi si dirigeva lungo le dorsali corrispondenti alla Nomentana ed alla Salaria dalla quale, piegando verso sud, attraversava le zone di Villa Ada e dei Parioli, proprio sotto il ninfeo di Villa Giulia, Villa Borghese, ed entrava in città dalle parti del Muro Torto. Tutto questo tragitto si sviluppa per la maggior parte in sotterranea.



 

Roma - Ninfeo di Villa Giulia

 

Quanto al percorso urbano, esso è ancora in molti punti documentato dai resti delle arcuazioni: attraversava il Pincio (sotto Villa Medici) che percorreva lungo la falda rivolta al Campo Marzio, parallelo a Via Margutta.

 

Alle pendici del colle (presso gli Horti Luculliani) si trovava la piscina limaria (dalla quale deriva il nome di Vicolo del Bottino).
 


 

Roma - L'Acquedotto Vergine - Foto da http://ambranna.blogspot.it

 

Sbucava quindi finalmente e definitivamente a cielo aperto verso la metà dell'attuale Via due Macelli, da dove, mediante una serie ininterrotta di arcate, attraversava l'attuale Via del Nazareno (dove si conservano parzialmente interrate tre arcate in blocchi bugnati di travertino con l'iscrizione che ricorda il rifacimento di Claudio), passava quindi per la zona della Fontana di Trevi e l'area oggi occupata da Palazzo Sciarra (nei cui sotterranei si trovano gli avanzi di altre due arcate, pure in blocchi di travertino del restauro di Claudio, con una luce di 3,15 metri),

 

Scavalcava la Via Lata (oggi Via del Corso), con un'arcata trasformata in seguito in arco trionfale in onore di Claudio per celebrare la conquista della Britannia, proseguiva lungo la Via del Caravita, Piazza S. Ignazio e Via del Seminario, all'inizio della quale doveva trovarsi il castellum terminale.
 


 

Roma - Terme di Agrippa G.Maggi, acquaforte, 1610 - Da www.futouring.com 

 

Qui terminava, "davanti alla fonte dei Saepta", come scrive Frontino, in prossimità del Pantheon e delle adiacenti Terme di Agrippa.

 

Di qui l'acqua si diffondeva per i numerosi monumenti creati da Agrippa, non ultime le Terme che portavano il suo nome, fino in Trastevere. Essendo l'Acquedotto Vergine in funzione e tuttora accessibile nel suo tratto sotterraneo per le ispezioni ed i controlli, lo speco è ben conosciuto e perfino percorribile con un canotto: esso è largo mediamente 1,50 metri e nelle zone di terreno incoerente è costruito con muratura in opera cementizia e paramento in reticolato; quando invece attraversa banchi consistenti di tufo, è direttamente scavato in galleria. Nelle zone delle colline suburbane raggiunge la profondità di 30-40 metri, con una punta massima di 43 metri ai Parioli, in corrispondenza di Viale Romania.


 

Roma - L'acquedotto Vergine - Da www.virtualrome.com

 

La leggenda vuole che una fanciulla avesse indicato ai soldati di Agrippa le sorgenti fino ad allora cercate invano e perciò da quel momento denominate della Vergine ma pare che furono anche così denominate proprio per la purezza delle sue acque.

 

www.romasotterranea.it
 

Fonte: romasotterranea.it e Nautica Report
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Marco Vipsanio Agrippa, imperatore Augusto, Campo Marzio, Aniene, via Collatina, fosso della Marranella, Via Tiburtina
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