Quando infuria il Libeccio - Report - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Porto Empedocle (AG)
Nata come zona portuale dell'antica Girgenti, oggi Agrigento, con il nome di Marina di Girgenti, dal XV secolo era il luogo di commercio dei cereali di tutta la zona.
 
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 17/01/2018 07:45
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Quando infuria il Libeccio

Quando infuria il Libeccio

Di Rosario Concilio

Esistono popolazioni costiere abituate da sempre a convivere con la furia del mare, come a Camogli (Ge), dove il Libeccio spesso flagella l'abitato. I vicoli qui si chiamano carrugi. Sono le arterie del borgo e pompano le attività dei Camogliesi verso il porto, cuore e motore della loro stessa esistenza, perché il rapporto con il mare è assoluto.

 

A volte devastante. Come la mareggiata del 1989. E’ una domenica di febbraio e il Libeccio ha ingrossato il mare fin dalle prime ore del mattino. Sembra una burrasca come le altre, ma intorno alle dieci metà della spiaggia è già invasa dall’acqua.  
 

La basilica di S. Maria Assunta si innalza sugli scogli come un bastione. Sono all’incirca le 11 e il Libeccio non accenna a diminuire. Alcune onde, altissime, lambiscono la facciata della chiesa come carezze mortali. Alle 11 e un quarto il parroco sta recitando il salmo responsoriale. 

 

E’ stato in quel momento che un’onda, accompagnata da un boato, si è abbattuta sulla vetrata di S. Prospero, frantumandola e riducendola in mille schegge appuntite, sparse tra l’altare, il coro e i chierichetti. Fortunatamente, al momento della caduta dei vetri, sotto non c’era nessuno.  
 

Da quell’ istante, spruzzi e odore di salsedine entrano dallo squarcio nella chiesa, ma il mare la risparmia. In paese l’acqua solleva le barche rimaste in spiaggia come se fossero di carta e le  sbatte sul lungomare. Un’onda altissima travolge un lampione e una persona che ci si era arrampicata sopra cercando scampo. Nessuna vittima ma diversi feriti, quel giorno.

 

All’indomani, Camogli sembrava fosse stata bombardata. La forza delle onde scardinò finestre e persiane e allagò i primi piani delle case. La pavimentazione del molo fu divelta, e sul lastricato del lungomare c’era di tutto: sassi, rottami di barche, mattoni e inferriate. Quel giorno, l'antica convivenza dei Camogliesi, dosata su esperienza e timore, fu messa a dura prova.

 

Rosario Concilio

 

Fonte: Nautica Report
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