Quando infuria il Libeccio - Report - NAUTICA REPORT
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Isola di San Secondo (VE) - Forse il recupero...
San Secondo è un'isola della Laguna Veneta. Sorge tra San Giuliano e Venezia ed è facilmente individuabile in quanto si trova a soli 114 m a sinistra del Ponte della Libertà per chi va verso Venezia.   Inizial
Fonte: wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 23/07/2018 06:59
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Quando infuria il Libeccio

Quando infuria il Libeccio

Di Rosario Concilio

Esistono popolazioni costiere abituate da sempre a convivere con la furia del mare, come a Camogli (Ge), dove il Libeccio spesso flagella l'abitato. I vicoli qui si chiamano carrugi. Sono le arterie del borgo e pompano le attività dei Camogliesi verso il porto, cuore e motore della loro stessa esistenza, perché il rapporto con il mare è assoluto.

 

A volte devastante. Come la mareggiata del 1989. E’ una domenica di febbraio e il Libeccio ha ingrossato il mare fin dalle prime ore del mattino. Sembra una burrasca come le altre, ma intorno alle dieci metà della spiaggia è già invasa dall’acqua.  
 

La basilica di S. Maria Assunta si innalza sugli scogli come un bastione. Sono all’incirca le 11 e il Libeccio non accenna a diminuire. Alcune onde, altissime, lambiscono la facciata della chiesa come carezze mortali. Alle 11 e un quarto il parroco sta recitando il salmo responsoriale. 

 

E’ stato in quel momento che un’onda, accompagnata da un boato, si è abbattuta sulla vetrata di S. Prospero, frantumandola e riducendola in mille schegge appuntite, sparse tra l’altare, il coro e i chierichetti. Fortunatamente, al momento della caduta dei vetri, sotto non c’era nessuno.  
 

Da quell’ istante, spruzzi e odore di salsedine entrano dallo squarcio nella chiesa, ma il mare la risparmia. In paese l’acqua solleva le barche rimaste in spiaggia come se fossero di carta e le  sbatte sul lungomare. Un’onda altissima travolge un lampione e una persona che ci si era arrampicata sopra cercando scampo. Nessuna vittima ma diversi feriti, quel giorno.

 

All’indomani, Camogli sembrava fosse stata bombardata. La forza delle onde scardinò finestre e persiane e allagò i primi piani delle case. La pavimentazione del molo fu divelta, e sul lastricato del lungomare c’era di tutto: sassi, rottami di barche, mattoni e inferriate. Quel giorno, l'antica convivenza dei Camogliesi, dosata su esperienza e timore, fu messa a dura prova.

 

Rosario Concilio

 

Fonte: Nautica Report
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