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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 17/02/2019 07:45
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Da Rimini ai Caraibi Coch Y Bondhu affronta l’Oceano Atlantico in regata

Da Rimini ai Caraibi Coch Y Bondhu affronta l’Oceano Atlantico in regata

Coch Y Bondhu è lo scafo battente bandiera italiana che parteciperà alla prossima edizione della grande regata d’altura Panerai Transat Classique, la traversata di 3.000 miglia dell’Oceano Atlantico riservata alle barche a vela d’epoca e classiche.

 

Questo ketch lungo 15 metri, costruito interamente in legno nel 1936 in Inghilterra, ha completato il trasferimento dall’Adriatico fino a Lanzarote, alle isole Canarie. Qui, l’8 gennaio 2019, partirà in regata con destinazione l’isola caraibica di Saint Kitts, dove arriverà dopo circa tre settimane ininterrotte di navigazione. Coch Y Bondhu difenderà i colori dello Yacht Club Rimini.

 

LA ‘LIBELLULA’ AFFRONTA L’OCEANO ATLANTICO
 


 

Coch Y Bondhu in Gaelico significa ‘rosso e nero’ ed è anche il nome di una libellula usata per la pesca sull’acqua. Proprio una libellula di colore rosso è disegnata sullo spinnaker da 110 metri quadrati confezionato da una nota veleria ligure per questa imbarcazione ultraottantenne lunga 15,20 metri, battente bandiera italiana, che si appresta ad affrontare una delle sfide più entusiasmanti: la traversata dell’Oceano Atlantico.

 

Coch Y Bondhu, partita da Rimini la scorsa estate, dopo avere sostato a Brindisi, Capo d’Orlando, Villasimius, Cartagena, Marbella, Cadice e Arrecife, ha completato le 2400 miglia di trasferimento che la separavano da Lanzarote, una delle isole Canarie, da dove l’8 gennaio 2019 partirà la quadriennale Panerai Transat Classique, la traversata atlantica in regata riservata alle imbarcazioni a vela d’epoca e classiche. Nel tratto di oceano fino alle Canarie, Coch Y Bondhu ha potuto agganciare l’Aliseo portoghese dimostrando grande affidabilità e doti marine e raggiungendo sotto vela anche 9 nodi di velocità. La barca italiana, con a bordo un equipaggio emiliano-romagnolo, isserà il guidone dello YCRN, lo Yacht Club Rimini.

 

LA STORIA DI "COCH Y BONDHU"
 


 

Coch Y Bondhu, appartenente alla classe di imbarcazioni Gauntlet Class 17-tons, è stata varata nel 1936 dal cantiere inglese Berthon Boat di Lymington su progetto di Rodney Paul. Nata con l’armo velico a cutter bermudiano e la poppa cosiddetta “a canoa”, è stata costruita in fasciame di legno di iroko su ossatura in rovere. In passato ha navigato nelle acque inglesi del Solent, patria dello yachting, e tra i suoi ex armatori ha avuto anche Lord Astor, proprietario del Times. Nel 1940, all’inizio della seconda guerra mondiale, partecipò all’Operazione Dynamo che consentì il rimpatrio dei soldati inglesi bloccati sulla spiaggia francese di Dunkerque.

 

Nel 1952 arrivò in Italia. Nel 1967, su progetto del noto yacht designer Laurent Giles, la poppa diventò “a specchio” e l’armo velico passò da cutter a ketch. Ecco alcune delle vittorie conseguite da Coch Y Bondhu nella categoria “Yachts Epoca”: Trofeo Almirante Conde de Barcelona 1992, Barcolana Classic Trieste 2010 (vittoria in tempo reale cat. ‘Epoca’), Barcolana Classic Trieste 2012, Trofeo Principato di Monaco a Venezia 2015, XX Trofeo Città di Trieste 2017, Trofeo Arrigo Modugno 2017. Tra gli altri podi conquistati un secondo posto di classe alla Barcolana Classic nel 2009. In un paio di occasioni si è aggiudicata il premio per il miglior restauro (Barcolana Classic 2009 e Mare Maggio Venezia 2010).

 

UN EQUIPAGGIO DI EMILIANO-ROMAGNOLI
 


 

Al comando dell’imbarcazione ci sarà lo stesso proprietario, il 51enne imprenditore riminese nel settore del legno Paolo Zangheri, che dopo avere fatto restaurare Coch Y Bondhu nel 2008 dal Cantiere Navale dell’Adriatico di Rimini dei fratelli Fabio e Marco Tosi ha navigato nei dieci anni successivi tra la Croazia e la Grecia. Dell’equipaggio faranno parte il 52enne bolognese Renato Tartarini, esperto di regate d’altura, il 60enne Claudio Magrini, con trentacinque anni di esperienza nella vela, e il 68enne Ivano Brolli, velista anch’egli di Rimini con oltre quarant’anni di navigazioni alle spalle.

 

La scorsa primavera il due alberi è tornato in cantiere a Rimini per effettuare alcuni interventi prima della traversata, tra cui il rinforzo degli osteriggi, il raddoppio delle draglie di protezione, la sostituzione di tutte le prese a mare, dell’astuccio e dell’asse elica, il montaggio di un cavo satellitare sull’albero di mezzana e di un nuovo strallo di prua.

 

Ufficio Stampa

Paolo Maccione

maccione.paolo@gmail.com   
 

Fonte: Paolo Maccione
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