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Fonte: parks.it e Nautica Report
Titolo del: 18/10/2017 07:00
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L'uomo della velocità e della meccanica: Gianfranco Zanoni, ad di OTAM

L'uomo della velocità e della meccanica: Gianfranco Zanoni, ad di OTAM

La Nautica è belle barche, design creativo ed elegante, meccanica solida e potente, ma non è meno interessante frugare nel retrobottega dei cantieri e scoprire uomini e donne che rendono possibile questi miracoli dell'architettura navale. Personaggi che spesso rimangono in ombra, ma sono la luce di questa industria ammirata in tutto il mondo.

 

Oggi vi proponiamo il ritratto di Gianfranco Zanoni, 54 anni, sposato, residenza a Milano, origini a Cremona, amministratore delegato della OTAM, la sartoria industriale per chi ama classe e potenza, eleganza e velocità di cui abbiamo parlato recentemente per il nuovo grande traguardo: la costruzione del nuovo OTAM SD 35

 

Un pensiero fisso di Zanoni che pensa in grande, i traguardi sempre più alti sono il suo pane quotidiano, che è riuscito a convincere la proprietà in questa nuova ed affascinante impresa economica, finanziaria e industriale che illumina nuovi orizzonti per il cantiere che si specchia nelle acque liguri di Sestri Ponente.

 

Un ragazzo che brucia i tempi

 

Sempre un passo avanti Zanoni nel cui apparato  circolatorio scorre sangue e competizione. Non ha l'età in quella metà degli anni settanta quando inizia a partecipare alle competizioni offshore, ma con un escamotage riesce ad essere in acqua e soprattutto in gara. "Questo però non lo scriva", lo rincuoriamo visto che il "reato" è già andato in prescrizione da molto tempo. Il giovane ci sa fare, a soli 18 anni sale sul podio più alto del Campionato italiano Offshore classe 2, a 21 cala un tris niente male per un comune mortale arriva secondo ai campionati italiani, europeo e mondiale sempre classe 2 offshore. Ma Zanoni non è uomo che si accontenta, vuole sempre volare alto e gli brucia non aver sollevato la coppa più preziosa, molla la competizione e si butta negli studi per laurearsi nel 1988 in Ingegneria Meccanica, indirizzo tecnologico. Non solo un pezzo di carta. 

 

L'incontro con Fabio Buzzi

 

La laurea, un titolo di studio che spende subito nel mondo del lavoro iniziando nello stesso anno la collaborazione, come direttore di produzione, con Fabio Buzzi. Un maestro della nautica e anche lui pilota, ingegnere meccanico – la tesi è su un'automobile fuoristrada autocostruita - che nel 1974 aveva realizzato uno scafo chiamato "Mostro": la prima imbarcazione al mondo ad essere costruita in kevlar® 49 (nome commerciale della fibra resistente brevettata dalla Dupont ad alto modulo) come leggiamo nelle poche righe di Wikipedia. 
 


 

Fabio Buzzi 

 

Buzzi è fondatore della FB Design dove Zanoni collabora, si tratta di un marchio di eccellenza delle imbarcazioni da competizione come confermano i numeri: ha sfornato barche che hanno vinto 52 campionati del mondo offshore, 7 Harsmsworth Trophy e ottenuto 56 record mondiali di velocità. Con la crisi della motonautica si è poi convertito alla realizzazione, in particolare,  di scafi militari. Zanoni si trova sempre ai vertici e tra le eccellenze della nautica. Nel 1990 diventa direttore sportivo del team Pinot di Pinot Stefano Casiraghi, altro incarico di prestigio.

 

Il ritorno alla competizione: vince tutto quello che c'è da vincere

 

Correre e, soprattutto, vincere è nel DNA dell'amministratore delegato di OTAM che negli anni novanta si rimette in vetrina nelle competizioni internazionali. Ecco una sfilza di grandi risultati: nel 1994 vittoria alla Harmsworth trophy  come membro equipaggio team Ugland Endurance, campione europeo classe 2 offshore (1997), campione europeo Endurance Turismo (1998), campione europeo Endurance Prototipo (1999),campione italiano,europeo, mondiale Endurance Sport (2001),campione italiano, europeo,mondiale Endurance Turismo (2002)  

 

Ma non è finita qui perchè oltre le vittorie strapazza i record precedenti e fa collezione di nuovi: nel 1999 batte il record Miami Nassau Miami (ancora imbattuto); nel 2001 nuovo record Venezia Montecarlo (poi battuto), batte record Montecarlo-Londra (ancora imbattuto), poi il  record giro Inghilterra (poi battuto)  e nel  2004 conquista la vittoria al Harmsworth Trophy a Cowes Isle of Wight, poi batte il record Venezia-Montecarlo (ancora imbattuto). Infine per chiudere questa lunga lista colleziona la vittoria al Mondiale Production a Key West, e batte il record Tampa-Miami (ancora imbattuto ). Sono anni di gloria sportiva, porta a casa un bottino incredibile, vince tutto quello che c'è da vincere e nel 2004 parcheggia lo scafo e si dedica ad altro: le armi.

 

Un tiratore scelto

 

Meccanica e competizione sportiva restano passaggi fondamentali della biografia di Zanoni che si dedica al tiro con il fucile a lunga distanza. Emerge, sorprende e fa incetta di coppe e trofei vincendo numerosi campionati italiani ed europei. Anzi, fa di più, batte a casa loro i britannici conquistando il Northern Championship inglese.
 


 

Gianfranco Zanoni durante una manifestazione sportiva internazionale di tiro al fucile

 

Nel campo di tiro di Diggle, agosto 2015, che vanta una lunga tradizione nelle gare di long range – da 800 a 1000 yard - sbaraglia i padroni di casa e per la prima volta in una storia ultra decennale è il primo straniero che conquista il titolo. Solo lacrime per i tiratori inglesi. A sorprendere non sono solo  i successi sportivi, ma la capacità di Zanoni  di concepire e brevettare le armi. Un geniale ingegnere meccanico che studia e crea degli strumenti potenti, efficienti ed efficaci. Per vincere è fondamentale capire il meccanismo della macchina/strumento dalla barca al fucile o un orologio. Quelli di Zanoni sono sempre stati smontati.  Un divertimento creativo. 

 

Oltre lo sport, una carriera professionale  di successi 

 

Trofei sportivi e soddisfazioni sul lavoro. Con una parentesi imprenditoriale, naturalmente di successo,  quando  dal 1996 al 2007 si occupa di slot machine. "E' andata molto bene, la conquista di una libertà economica che mi ha permesso di fare delle scelte professionali, successive, dettate dai miei interessi". Accontentarsi? Mai. Nel 2007 sbarca in Sardegna, approda ad Arbatax – capitale marina della bella e selvaggia Ogliastra - ai Cantieri Abbate con la produzione di imbarcazioni Primatist, "oggetti" di lusso e naturalmente veloci. Qui Zanoni è direttore generale, il cantiere insiste su circa 40mila metri quadrati di cui oltre 12mila coperti,  sforna 33 imbarcazioni  con ottimi risultati di mercato. Non gli pesa l'areo per spostarsi di continuo tra l'isola e Milano: "avrò preso 200 voli". Tutto bene, a gonfie vele però arriva la crisi, la stagnazione del mercato italiano. Ma non si tira di certo giù, lo aspettano altre sfide. 

 

Approdo alla OTAM

 

Chiusa l'esperienza sarda, il nuovo porto di approdo è la Liguria - "anche vicino casa" - dove inizia nel 2009 da direttore di produzione. Si fa subito voler bene, la proprietà soddisfatta dei risultati. Viene promosso sul campo amministratore delegato. Una sfida importante perchè oltre a fare delle belle, potenti e veloci barche c'è da lottare con i dati economici-finanziari, le normative, la burocrazia. Ostacoli non impegnativi - "grazie anche alla squadra dei collaboratori" – per chi è abituato alla lotta e non risparmia  impegno e dedizione: "All'inizio ero un po' perplesso, a me piace costruire". Nel nuovo abito però si trova bene e arrivano le soddisfazioni: "Il cantiere va bene , il fatturato è cresciuto in quattro da 2 ai circa 10 milioni di oggi". Ovvero: "parlano i numeri" .

 

L'ultima sfida l’OTAM SD35

 

Di questa nuova e affascinante creatura del cantiere OTAM –  ora ci interessa il lato umano di questa nuova avventura che ci ha spiegato, insieme al responsabile marketing Matteo Belardinelli, tra l'ufficio vista mare e il cantiere dove gli operai sono all'opera. "Sono riuscito a far partire questo progetto che ci permeterrà di ampliare il nostro mercato con una serie veloce, custom dai 24 ai 48 metri". Mai abbandonare i propri sogni.
 


 

Matteo Belardinelli

 

Conferma Belardinelli  che sottolinea i punti di forza di OTAM "Siamo un cantiere che offre un prodotto unico, manifattura personalizzata, cura massima dei dettagli e soprattutto ottimo funzionamento con le nostre creazioni che fanno 16mila miglia senza cambiare un filtro dell'olio, quante volte, invece, una barca è costretta a tornare in cantiere".  Questa la carta d'identità di un marchio che in questi ultimi anni sta tagliando presitigiosi traguardi, Zanoni al timone per una navigazione di classe ma sempre veloce potente.

 

G.N.


 

Fonte: Nautica Report
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