“La possibile chiusura di un ufficio così importante come quello dell’ispettorato di porto rischia di mettere in ginocchio tutto il settore della nautica da diporto di Venezia, ecco perché crediamo che bisogna immediatamente adoperarsi affinché si attuino nuovi piani per scongiurare la paralisi delle attività legate alle licenze, ai collaudi e ai passaggi di proprietà di oltre 1500 imbarcazioni”.
È il commento del segretario nazionale della sezione nautica della Confarca, Adolfo D’Angelo, in merito alla notizia di una possibile chiusura, nel mese di aprile, dell’ufficiodell'Ispettorato di Porto della Regione Veneto da cui dipendono tutte le imbarcazioni di Venezia e del suo hinterland. A provocare la paralisi del settore – come anticipato dal Gazzettino – potrebbe essere il pensionamento dell’unico impiegato dell’ufficio, da cui oggi dipende un intero settore economico fondamentale per l’intera area lagunare.
Una problematica a cui, per il segretario nazionale della Confederazione che rappresenta le scuole nautiche e gli studi di consulenza, bisogna dare “risoluzioni adeguate e rapide per scongiurare tra due mesi una paralisi annunciata”, e che rimanda al mancato ricambio generazionale negli uffici pubblici regionali e nazionali.
“Questa problematica, ormai divenuta emergenza nazionale e non solo un problema veneto, ci ricorda che bisogna accelerare con le normative per il via libera all’apertura degli STED, gli sportelli telematici per la nautica da diporto che permetterebbero alle agenzie e agli studi di consulenza di espletare le pratiche che riguardano le imbarcazioni, come già avviene già da anni nel settore automobilistico, ed ovviare alle lungaggini burocratiche di una pubblica amministrazione che non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini” afferma D’Angelo.
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