L'ammiraglio Orazio Nelson e la Battaglia di Capo Noli alla ribalta di Eudi Show 2019 - Vita subacquea - NAUTICA REPORT
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L'ammiraglio Orazio Nelson e la Battaglia di Capo Noli alla ribalta di Eudi Show 2019

L'ammiraglio Orazio Nelson e la Battaglia di Capo Noli alla ribalta di Eudi Show 2019

Uno dei pregi dell'archeologia è quello di dare corpo alla storia dando nuova vita ai reperti trovati dagli studiosi nel corso delle loro campagne di scavo. Quanto sia vero lo dimostra lo “Scavo Archeologico subacqueo della Battaglia di Capo Noli di una scialuppa Napoleonica del 1795”.

 

La battaglia di Noli merita qualche approfondimento storico soprattutto per l'illustre personaggio che ne uscì vittorioso. All'inizio del marzo 1795, alcune navi francesi salpano da Tolone in direzione della Corsica ma vengono raggiunti dall'avanguardia della flotta inglese costituita dalla fregata Incostant e dall'Agamemnon di Orazio Nelson che sorprendono il vascello francese Ca Ira, rimasta indietro. Il giorno successivo, gravemente danneggiata, la Ca Ira viene raggiunta dalla nave francese Censeur.

 

Le due unità diventano quindi facile bersaglio per gli inglesi: il 14 marzo del 1795 Nelson ingaggia la battaglia di Capo Noli attaccando coraggiosamente la nave francese di classe superiore Ca Ira, impedendo lo sbarco delle truppe francesi in Corsica. Alla fine i francesi saranno costretti alla fuga lasciando agli inglesi la Censeur che viene data alle fiamme mentre la Ca Ira, ridotta ad un pontone con 3 metri di acqua nella stiva, viene catturata. E' la prima importante vittoria del capitano Nelson, futuro ammiraglio e eroe nazionale d'Inghilterra.

 

Il fondale marino al largo di capo Noli sottostante a quella battaglia è oggi un importante sito archeologico incentrato sui reperti storici sepolti all'interno del relitto ivi presente e riconducibile, per precedenti ritrovamenti, ad una scialuppa armata francese affondata. Tale sito è tutelato grazie ad una specifica ordinanza emanata da parte della Capitaneria di Porto di Savona che, in un quadrilatero ampio e comprendente la zona dei ritrovamento, vieta qualunque attività subacquea ad eccezione delle immersioni tecniche autorizzate espressamente dalla Soprintendenza".

 

Dopo i passati rilievi preliminari, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria ha organizzato in collaborazione con la Marina Militare e i Palombari del COMSUBIN, riconosciuta in ambito mondiale come la massima espressione del professionismo subacqueo.

 

L’operazione è iniziata con il posizionamento del reticolato di scavo da parte dello STAS (servizio tecnico per l’archeologia subacquea della Liguria del Mibact) tramite i propri operatori che si sono immersi in trimix ogni giorno per verificare il corretto svolgimento dello scavo da parte dei palombari che erano stati precedentemente addestrati allo scavo archeologico. Gli operatori del Comsubin quindi hanno condotto un'operazione subacquea con le procedure operative per le immersioni in saturazione in vigore nella Marina Miliare che ha visto vivere un team di 3 palombari all'interno dell'impianto integrato per immersioni profonde della nave Anteo per quasi 10 giorni. Con una permanenza alla profondità di 60 metri di 3 giorni e 20 ore gli operatori del GOS hanno svolto un totale di 24 ore di lavoro subacqueo, rimuovendo circa 7 metri cubi di sedimento attraverso un sistema d'aspirazione chiamato 'sorbona', e portando alla luce numerosi reperti che erano custoditi nel relitto da oltre 220 anni.

 

Grazie a questa collaborazione la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria ha potuto aggiungere un nuovo e importante tassello alla sua decennale attività̀ di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso. Realizzare uno scavo in saturazione a 63 metri di profondità, grazie alla Marina Militare, ha infatti permesso di acquisire dati archeologici su un periodo storico fondamentale nella storia della Liguria e dell'Europa, e in più di testare una metodologia di lavoro estremamente complessa, che ha avuto rarissimi impieghi in campo archeologico , oltre a dimostrare le capacita operative dello Stas a profondità cosi elevate.

 

Lo “Scavo Archeologico subacqueo della Battaglia di Capo Noli di una scialuppa Napoleonica del 1795 alla profondità di 63 mt '' sarà presentata in collaborazione con i Palombari del COMSUBIN sul palco ASSOSUB sabato 2 Marzo alle ore 11.00 e vedrà come relatori il Dott. Marco Danielli (diver supervisor STAS Liguria) e il Dott.Simonluca Trigona ( funzionario archeologo STAS Liguria).

 

Per restare aggiornati su questo e su tutti gli eventi di Eudi Show 2019:

 

www.eudishow.eu

 

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Fonte: turismovenezia.it - Nautica Report
Titolo del: 26/06/2019 06:55

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