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Tecnica e manutenzione / I bacini di carenaggio
I bacini di carenaggio

I bacini di carenaggio

Si tratta di opere costose tanto per la costruzione quanto per l'esercizio; eccettuati quelli militari, che possono corrispondere ad altre esigenze, vengono costruiti solo nei porti più importanti, dove sia assicurato ad essi un flusso di navi da carenare tale da poter garantire l'ammortamento in un periodo di tempo non troppo lungo, pur recuperando le spese di manutenzione ed esercizio.

 

Si dispongono in uno specchio d'acqua tranquillo, possibilmente fuori del movimento del porto e in vicinanza di calate dove possano svilupparsi comodamente tutte le officine necessarie alla esecuzione dei lavori che le navi possano richiedere, oltre agli impianti necessari per il funzionamento del bacino.

 

Un impianto per bacino di carenaggio comprende il bacino propriamente detto, il macchinario d'esaurimento, per lo più sistemato in apposito fabbricato, la barca-porta e gli impianti accessori.
 


 

Il bacino di carenaggio (lungo 269 m) dove è stato costruito il Titanic (Belfast) Foto: Thompson Graving Dock H&W shipyard.jpg

 

Il bacino propriamente detto è costituito dalla camera di entrata (zona precedente alla conca, dove si trovano i “gargami” per l'alloggio della barca-porta), dalla conca che ha le dimensioni convenienti per ricevere le navi a secco e dalle gallerie di esaurimento.


Esistono in Europa 413 bacini di carenaggio in muratura, di cui 123 in Inghilterra, 69 in Francia, 27 in Germania, 27 in Italia; e 125 bacini galleggianti, di cui 43 in Germania, 23 in Olanda e 13 in Italia. Il più grande bacino europeo in muratura è il Gladstone dock di Liverpool lungo m. 320,35, largo alla porta m. 36,60 e con le taccate a una quota di m. 13,24 sotto il livello del mare. Il più grande bacino in muratura italiano è il Bacino generale Ferrati nell'arsenale di Taranto, lungo m. 250, largo alla porta m. 40,80 e con le taccate a quota di m. 12 sotto il livello del mare.


Tutte le operazioni di raddobbo che si compiono a una nave in un bacino in muratura possono ugualmente compiersi in un bacino galleggiante. Un bacino galleggiante è costituito essenzialmente da una platea e da due fiancate: la platea, a forma parallelepipeda al centro e rastremata spesso alle estremità, è un pontone costituito da una o più sezioni, le quali vengono tenute unite fra loro sia da appositi collegamenti sia dalle due fiancate che corrono sui due lati di essa per la parte centrale, e si elevano a costituire come due muri ai lati.
 


 

Un bacino galleggiante: foto The towboat, DOLPHIN I, in Bollinger Shipyards Drydock #2, Algiers, Louisiana. IMO Number: 8969305 MMSI Number: 366915000 Callsign: WCY8059

 

I bacini galleggianti furono un tempo costruiti anche in legno ma oggi si costruiscono solamente in acciaio; essi sono destinati alla carenatura delle navi, ma sono essi stessi dei galleggianti che hanno bisogno di essere carenati, per quanto sia meno sentita che per le navi l’esigenza di tenere la loro superficie bagnata libera dalle vegetazioni marine. Ad ogni modo è necessario assicurarsi che sul fondo non si sviluppino corrosioni e bisogna quindi avere il modo di esaminarlo, ripararlo e proteggerlo con buone pitture anticorrosive almeno ogni otto o dieci anni. Potrebbe provvedersi a tal fine mediante l'immissione del bacino galleggiante in un bacino in muratura, come per una nave qualunque, qualora le rispettive dimensioni lo consentano.

 

Le dimensioni dei bacini galleggianti sono andate rapidamente aumentando in questi ultimi anni; mentre venti anni fa si raggiungevano capacità massime di sollevamento di circa 18.000 tonn., oggi si hanno i bacini di Southampton e di Singapore che raggiungono rispettivamente la capacità di sollevamento di 60.000 e 50.000 tonn. e possono così sollevare, il primo, uno qualunque dei grandi transatlantici moderni, e l'altro una qualunque delle più grandi navi da guerra, anche se appesantita da allagamento di qualche compartimento stagno in seguito ad avaria.


L'Italia possiede 13 bacini galleggianti, distribuiti principalmente negli arsenali e nelle basi navali (5 a Taranto, 3 a Pola, e uno per ciascuno a La Spezia, Brindisi, Maddalena, Civitavecchia, Porto Lago). I più grandi sono oggi a Taranto e a Pola. Il primo ha la capacità di sollevamento di 22.500 tonn. e una lunghezza di m. 178,500, l'altro ha la capacità di sollevamento di 15.000 tonn. e una lunghezza di m. 140. Il bacino di Southampton, già citato, della capacità di sollevamento di 60.000 tonn. inglesi, cioè circa 61.000 tonn. metriche, ha la lunghezza di m. 292,60 e può ricevere navi con immersione fino a m. 11,58; la sua larghezza raggiunge m. 51,82 e la sua altezza totale m. 21,42; è stato progettato per sollevare in quattro ore una nave del dislocamento di 53.300 tonn. e dell'immersione di m. 9.98; ha un peso proprio di circa 18.000 tonn. e un sistema di pompe che possono esaurire 20.000 tonn. d'acqua all'ora e assorbono complessivamente 1280 kw.
 

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Fonte: turismovenezia.it - Nautica Report
Titolo del: 26/06/2019 06:55

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