La manutenzione delle batterie - Tecnica e manutenzione - NAUTICA REPORT
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Isola del Giglio - Arcipelago Toscano (GR)
Isola del Giglio è un comune della provincia di Grosseto in Toscana.   Prende il nome dall'omonima isola dell'Arcipelago Toscano e comprende anche l'Isola di Giannutri, situata alcune m
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 15/12/2018 07:20
Tecnica e manutenzione / La manutenzione delle batterie
La manutenzione delle batterie

La manutenzione delle batterie

Di Alfredo Imparato

Con l'arrivo dell'autunno e dei primi freddi, la barca va incontro ad un periodo piuttosto lungo di letargo a terra o comunque di uso ridotto all'ormeggio nei porti.

 

Anche la batteria, cuore pulsante dell'impianto elettrico di bordo, rimane inattiva senza assorbimenti di corrente e quindi di scariche ma anche senza fonti di ricarica.
 

Vediamo dunque quali sono le cose da sapere e gli accorgimenti da usare per assicurarci un brillante avviamento al primo colpo nella prossima primavera e per preservare il nostro investimento in ampere-ora da un fine vita prematuro.
 

Le batterie rimangono cariche anche quando non si usano?
 

La prima osservazione da fare è che anche in condizioni di inattività le impurità che fisiologicamente sono presenti all'interno dell'accumulatore danno luogo a reazioni elettrochimiche che producono nel tempo la progressiva scarica della batteria.
 

L'entità di questa auto-scarica è funzione diretta della temperatura risultando più contenuta nei mesi invernali e maggiore in quelli estivi. È inoltre dipendente dalla tecnologia dell'accumulatore, dalle sostanze con cui le piastre sono costruite, dalla anzianità d'uso e da molti altri fattori.
 

Alle nostre latitudini si può comunque considerare una auto-scarica nei mesi invernali dell'ordine del 2/4% mese.
 

La scarica nei mesi di inattività può anche essere dovuta a correnti parassite indotte da presenza di piccole utenze non scollegate o condizioni non ideali di installazione, stivaggio e collegamento.
 

Cosa è opportuno fare per preparare la batteria al periodo di inattività?
 

Ecco alcuni semplici e piccoli accorgimenti per preparare la batteria al periodo di fuori stagione e per mantenerla in forma:

- effettuare una ispezione accurata alle batterie e al cablaggio procedendo ad una pulizia accurata e alla rimozione di eventuali residui di acido che causano nel tempo fenomeni di corrosione ai terminali e al cablaggio

- sostituire le parti eventualmente danneggiate o corrose

- se il modello è in acido con manutenzione verificare il livello dell'elettrolita attraverso i tappi di ispezione ed effettuare il rabbocco con acqua distillata secondo le modalità suggerite dal costruttore

- caricare al 100% con un caricabatterie programmato con la corretta curva di carica in grado di assicurare la carica completa della batteria

- disconnettere i terminali dall'impianto

- effettuare un ciclo di carica ogni 90 giorni per compensare la fisiologia auto-scarica

 

Nel caso in cui la batteria fosse molto scarica o l'elettrolita liquido fosse ad un livello molto basso è consigliabile rivolgersi al produttore, al cantiere o all'impiantista di fiducia per il necessario supporto tecnico alla manutenzione e ricarica. In tali condizioni infatti una procedura non corretta può danneggiare ulteriormente la batteria e comportare rischi alla sicurezza.
 

Ma come si fa a capire se una batteria deve essere sostituita perché non più funzionante?
 

Una batteria può essere sostituita di massima nei seguenti casi:

- raggiungimento del fine vita

- per ragioni prudenziali dopo alcuni anni di lavoro

- per ragioni tecniche che impongono una modifica delle caratteristiche del banco (tecnologia, capacità totale, applicazione ecc)
 

L'aspetto più difficile da valutare e spesso il più controverso è il raggiungimento del fine vita. Vediamo quindi come è possibile stimarlo.
 

Una volta verificata l'integrità fisica dell'involucro e le buone condizioni dei terminali è possibile valutare se un accumulatore deve essere o meno sostituito effettuando i 2 test di seguito descritti.

 

1. Misura dello stato di carica

- disconnettere la batteria dal carico e dalla sorgente per almeno 4 ore (ideale 24h)

- misurare la tensione con un voltmetro

- se la batterie è al di sotto della tensione di piena carica dichiarata dal costruttore caricare e procedere nuovamente alla misura
 

Di seguito una tabella riassuntiva della corrispondenza tra valore di tensione e stato di carica per le batterie DEKA.
 


 

Nelle batterie ad acido liquido con manutenzione la misura dello stato di carica può essere fatta anche utilizzando un densimetro che può essere a scala semplice o corretta per la temperatura di lavoro.

 

2. Test di carico

Nel caso il test di misura dello stato di carica abbia dato esito favorevole si passa al test di carico.

 

In sostanza, attraverso il test precedente verifichiamo se la batteria è carica e raggiunge la tensione corretta di lavoro ma non siamo in grado di dire se la batteria è in grado di avviare efficacemente un motore o alimentare nel tempo una utenza. Per questo è necessario sollecitare con un carico importante la batteria secondo la procedura suggerita dal produttore verificando se durante l'erogazione di corrente la tensione si mantiene al di sopra di una certa soglia.

 

Se l'esito del test è negativo la batteria è da sostituire.

 

IMPORTANTE

Nell'uso e manutenzione degli accumulatori si raccomanda di seguire scrupolosamente le norme di sicurezza consigliate dal costruttore.

 

Alfredo Imparato

 

Fonte: Nautica Report
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