L’osmosi della carena - Tecnica e manutenzione - NAUTICA REPORT
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Arzachena e Cannigione (OT)
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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 12/12/2018 06:10
Tecnica e manutenzione / L’osmosi della carena
L’osmosi della carena

L’osmosi della carena

di Giulio Galassi

L’osmosi è in fisica il fenomeno che consiste nel passaggio e nella fusione di due liquidi di diversa concentrazione, attraverso un membrana semipermeabile.

 

Un laminato di poliestere sembra impermeabile solo in apparenza, in esso sono invece presenti fori e canali in notevoli quantità, attraverso i quali l´umidità può giungere dall´esterno all´interno.



 

L'osmosi della carena

 

Tale processo non avviene nel giro di poco tempo, ma si estende nel corso di diversi anni. I singoli strati del laminato dello scafo oppongono infatti resistenze differenti all´umidità in via di penetrazione. Lo strato più impermeabile è il gel coat.
 

Esso non dovrebbe mai venire danneggiato, poiché in caso contrario acqua ed umidità possono penetrare direttamente nel laminato. In effetti, che l’acqua penetri lentamente nel poliestere non è una grosso problema, qualora il laminato sia perfetto, ovvero assolutamente privo di bollicine o inclusioni d´aria. Ma anche i migliori produttori di vetroresina non possono fornire un laminato perfettamente privo di bolle.

 

Ma come si fa a riconoscere una bolla prodotta dall’osmosi?

 

Innanzitutto la bolla da osmosi è necessariamente rotonda perché la pressione all’interna della bolla è uniforme verso tutte le direzioni.

 

In queste bolle possono esservi presenti residui di resina non indurita, induritori e leganti delle stuoie in fibra di vetro. L´acqua che penetra per diffusione attraverso il gel coat nel laminato (molecole di acqua) scioglie i residui presenti nelle bolle. La concentrazione dei residui in questione è maggiormente elevata nel liquido che si forma rispetto all´ambiente circostante del laminato.

 

A questo punto inizia il processo di osmosi - le concentrazioni diverse tentano di compensarsi. Poiché però le molecole di acqua pura sono più piccole di quelle della soluzione, queste possono penetrare più facilmente e velocemente attraverso il laminato. Le bolle con i residui sciolti in esse sottraggono al laminato nell´ambiente circostante l´umidità, accumulandola al loro interno. Quando le bolle sono piene, esercitano una pressione gonfiandosi e formando così le tipiche bolle di osmosi nel gel coat.
 


 

Osmosi della carena

 

Prima di procedere alla prevenzione dell´osmosi, è necessario eliminare accuratamente la vernice vecchia fino a giungere al gel coat. Quest’ultimo deve essere leggermente molato e deterso.
 

Successivamente si procede alla verifica degli eventuali danni che il fenomeno osmotico può avere causato. Si applica quindi uno speciale primer epossidico come strato di protezione (per bloccare l’assorbimento delle molecole di acqua), ricostruendo  la carena con almeno 5 – 6  strati prima di applicare la nuova antivegetativa come effettiva verniciatura finale.
 

Importante durante la ricostruzione è il materiale utilizzato, che dovrebbe essere in ogni caso a base epossidica, poiché solo tale materiale è assolutamente impermeabile. Inoltre un ruolo determinante è quello della temperatura dell’ambiente dove viene eseguito il lavoro.
 

Una temperatura troppo bassa nel corso della lavorazione, o successivamente durante la fase di indurimento e solidificazione del materiale utilizzato, vanifica tutto il processo di restauro.
 

Infatti la catalizzazione delle resine poliesteri, per dare un buon risultato, deve avvenire in condizioni di temperature comprese tra i 15 e 25° celsius, e l’umidità ambientale relativa non deve superare il 55%.

 

Inoltre, tutto il procedimento deve avvenire “bagnato su bagnato”, cioè dall’inizio del processo di lavorazione, l’applicazione del gel-coat alle successive stratificazioni, deve essere dato alle resine il tempo necessario per catalizzare, ma non di vetrificare.

 

Giulio Galassi
 

Fonte: Nautica Report
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laminato di poliestere, umidità, bolla da osmosi, catalizzazione
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