Isola di Cirella - Cirella (CS) - Cittā Aristča - Turismo e ormeggi - NAUTICA REPORT
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Fonte: turismo.comunecervia.it e Nautica Report
Titolo del: 14/12/2018 06:20
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Isola di Cirella - Cirella (CS) - Cittā Aristča

Isola di Cirella - Cirella (CS) - Cittā Aristča

L'isola di Cirella è un'isola sita nel mar Tirreno, in Calabria.

 

Si trova nella costa nord occidentale del Tirreno calabrese, di fronte l'abitato di Cirella, frazione di Diamante in Provincia di Cosenza.

 

Ha una superficie di 0,12 km² e raggiunge un'altezza massima di circa 40 metri; le rocce calcaree dell'isola, sottoposte all'erosione marina, hanno dato vita a molte grotte ed insenature.
 


 

Isola di Cirella - Da www.geofabiano.com

 

La flora è quella tipica della macchia mediterranea, arricchita da boschetti di euforbio e limoni.

 

Sulla sommità si ergono i ruderi di una fortificazione militare, detta Torre dell'Isola di Cirella, di pianta quadrata con lati lunghi circa 10 metri e mura spesse tre o quattro metri. Essa fu costruita nel 1562 per prevenire l'assalto dei pirati turchi all'abitato di Cirella.

 

Si presume che uno specchio di mare intorno all'isola nasconda alcuni reperti archeologici a causa di rinvenimenti di anfore risalenti al periodo greco romano.
 


 

I resti della Torre dell'Isola di Cirella

 

I fondali del lato est dell'isola sono ricchissimi di vegetazione marina (Posidonia Oceanica) e si ritrovano anche esemplari di Pinna nobilis il più grande bivalve del mediterraneo.

 

Nell'agosto del 2007, su segnalazione di alcuni turisti, sono stati rinvenuti due ordigni della seconda guerra mondiale a poca distanza dalla costa est dell'isola, a qualche metro di profondità. Qualche giorno dopo la segnalazione i due proiettili sono stati disinnescati e fatti brillare al largo da uomini della Guardia Costiera.

 

Cirella città Aristèa

 

Cirella, Secondo la mitologia greca da un rapporto tra il dio Febo (Apollo) e la ninfa Cyrene nacque Aristèo, dio contadino e pastore della Tessaglia, che insegnò l'agricoltura ai primitivi.
 


 

Il dio Febo (Apoloo) - Da mitologiagreca.blogspot.com

 

Innamoratosi di Eurìdice, sposa di Orfeo, la insegue causandone la morte per un morso di serpente. Le ninfe lo puniscono, facendo morire le sue api; solo per intercessione di Cyrene, e con i consigli di Proteo, poté riaverle.

 

Un santuario a lui dedicato sorgeva proprio nell'attuale contrada Arieste, perciò la "polis" divenne famosa come la città di Aristèo e da questo: "Cirella città Aristèa".

 

Le sue origini

 

Cirella, attualmente frazione di Diamante distante 3 km. dal suo centro urbano con circa 1500 abitanti, vanta anch’essa origini remote che si perdono nella preistoria testimoniate dal ritrovamento di reperti fossili e litici appartenuti ad insediamenti tribali del Paleolitico medio, il periodo più antico dell’età della pietra.
 


 

Cirella - La spiaggia e sullo sfondo l'isola

 

Verso il 1200 a.C. fu una delle prime città della zona fondata dagli Ausoni, antiche popolazioni “Italiche” di stirpe indoeuropea che si stabilirono nell’Italia centro-meridionale.

 

Poi intorno al 540 a.C., durante la seconda colonizzazione greca, il suo sito, attiguo a quello di Laos (subcolonia sibarita), fu popolato dai Focesi, ivi rifugiatisi dopo la conquista di Focea (545 a.C.) da parte di Ciro II il Grande re di Persia, tramite il suo generale Arpago.
 


 

Cirella i resti dell'antico borgo e del castello - Da paesi.paesifantasma.it

 

Durante la permanenza focese, Cirella, fu un grosso centro commerciale, divenuto molto potente per le sue esportazioni in tutta la Magna Grecia e Roma specialmente dopo la distruzione di Sibari (510 a.C.), quando divenne un importantissima testa di ponte tra la costa tirrenica e quella ionica.

 

Di questa “polis” (città) scrissero gli storici greci e latini come Strabone, Diodoro Siculo e Silio Italico, che erroneamente interpretato sembrava affermare la sua distruzione ad opera di Annibale, per mezzo del suo generale Annone,  nel  203  a.C., per essere stata fedele a Roma. In realtà i fatti ebbero un diverso svolgimento: subito dopo la sconfitta di Roma a Canne (216 a.C.),

 

Cirella, seguendo le orme delle altre città meridionali, eccitata dall'eclatante vittoria del giovane condottiero cartaginese, insorse provocando così, dopo un breve tempo, la risposta punitiva del dittatore Quinto Fabio Massimo dello il "Temporeggiatore", che nel 214 a.C., appunto, durante una spedizione militare nel "Sinus" la riconquistò con la forza riassoggettandola a Roma.
 


 

Cirella - Panorama dell'isola

 

Cirella ormai ricostruita dai Romani, alla fine delle guerre puniche, riprese i suoi traffici commerciali, facendo anche da richiamo ai tanti navigatori che approdavano nel suo porto. Nel maggio 2000, furono portati alla luce i resti delle fondamenta di una villa risalente al II secolo d.C., presumendo che lo stesso <> sia stato fatto costruire dal proprietario della stessa per esservi sepolto.

 

La torre sull'isola Tempsa

 

Nel XVI secolo i viceré di Napoli, temendo incursioni piratesche lungo le coste del Tirreno, ordinarono la costruzione di torri di difesa; non si esclude, quindi, che la torre di guardia sull’isola di Cirella fu costruita da don Girolamo Sanseverino nel contesto di quell’opera di fortificazione già iniziata nel territorio di Diamante con la costruzione del torrione sugli scogli della “Punta”.

 

Gli attacchi Saraceni

 

La costa tirrenica della Calabria per diversi secoli fu devastata dalle scorrerie Saracene insidiando più di una volta  anche Cirella, che nell’850 fu teatro della sua prima distruzione, avvertendo così l’urgenza di fortificarsi. Dopo circa settecento anni, si verificarono ancora altri due assalti ad opera del corsaro turco Dragùt (o Dorghut 1565), uomo sanguinario e seguace del terribile Khair-ad-Din (o Barbarossa 1465-1546) per questo considerato il più valoroso ed audace pirata del XVI secolo, più volte a servizio della Turchia ed anche della Francia contro la Spagna.
 


 

Il pirata Dragut

 

Dragùt portò un nuovo assalto a Cirella il 2 agosto 1557 traendo in inganno i guardiani della torre sull’isola che non fecero in tempo a segnalare il pericolo. I pirati sbarcarono sulla spiaggia e, all’istante, occuparono il porto ed entrarono dalle tre porte del paese, sotto il fuoco dei loro cannoni, con una semplicità estrema.

 

Ultima distruzione di Cirella

 

L'ultima distruzione di Cirella si ebbe nel 1806, quando veniva cannoneggiata e definitivamente quasi rasa al suolo dalla flotta napoleonica, che così rispondeva  alla ribellione del duca. Il generale che ordinò l’assalto si chiamava Championnet, e non “La Formique” come si pensava, dando origine alla leggenda che voleva Cirella distrutta dalle formiche giganti.

 

Nel frattempo, la presenza dei francesi, che occupavano Cirella, attirò l’attenzione degli anglo-siculi che si nascosero dietro l’isola, nella grotta del Brigantino e, nella fine d’agosto del 1808, lo scontro fra francesi ed inglesi si concluse con la distruzione della torre sull’isola, fatta saltare con polvere di mina, da una nave inglese comandata dall’ammiraglio Sir William Sidney Smith, che tenne l’assedio per quattro giorni.
 


 

L'ingresso a Napoli del generale Championnet

 

Terminati gli attacchi francesi ed inglesi, Cirella venne ricostruita nella "marina" e dal 1876, come si è detto, divenne frazione di Diamante.

 

Turismo

 

I ruderi di Cirella

 

I "ruderi", a 172 m. s.l.m., sarebbe bene visitarli perché rappresentano la minima parte del grande patrimonio storico della città medioevale ricostruita tra la fine del IX e l'inizio del X secolo e poi conquistata dai Normanni. Questi furono abbandonati all’incuria del tempo ed il disinteresse, anche di alcune amministrazioni passate, ha fatto il resto.


Interi colonnati di templi greci e romani sono stati completamente depredati e tanti affreschi cancellati dall’intemperie.
 


 

Cirella - I ruderi dell'antico borgo - Da wikimapia.org

 

Ci è pervenuto solo un frammento di uno di essi, che si trovava su un altare laterale della chiesa di S. Maria delle Grazie attigua al convento, raffigurante “La Madonna degli Angeli” eseguita da un anonimo nel tardo Cinquecento, staccato alla fine degli anni settanta dall’ormai cadente muro per essere pazientemente restaurato a cura della Soprintendenza ed esposto nella Sala del Consiglio Comunale, dove rimase per circa venti anni, dopo di che il 30 maggio 2000 con una solenne cerimonia è stato riconsegnato dal sindaco Caselli al parroco di Cirella che lo espose nella chiesa parrocchiale.

 

Salendo dal Mausoleo verso i monti, ad est s’intravedono dietro ad un vitigno ed alberi d’ulivo i resti di una chiesetta privata, successivamente usata come abitazione e, tra i cespugli, le rovine del convento e della chiesa di cui sopra, costruiti nel 1545 dai frati minimi di San Francesco di Paola e poi abbandonati nel 1810, quando il governo napoleonico, rendendo esecutivo un decreto del 7 agosto 1809, confiscò i beni dello Stato Pontificio e fece chiudere chiese e conventi. Risalendo si entra nelle rovine della città vecchia.

 

Anfiteatro

 

Poco distante dai "ruderi", agli inizi degli anni novanta, ebbe inizio la costruzione dell’anfiteatro, dove oggi si svolgono rappresentazioni teatrali, concerti musicali e spettacoli vari.
 


 

Anfiteatro di Cirella

 

Esso ospita durante il mese di agosto anche un “Cirella antica festival” che abbraccia quasi tutto il periodo estivo.

 

Sul suo palcoscenico, nei suoi primi dieci anni, si sono succeduti cantanti ed attori famosi, i quali sono stati protagonisti di indimenticabili performance ricchi di fascino, anche per il  suggestivo paesaggio che gli fa da cornice.

 

Nella Riviera dei Cedri durante il periodo estivo la  presenza dei turisti è notevole;  per questo motivo i circa duemila posti a sedere del teatro spesso non sono sufficienti. Tratto da www.webalice.it

 

Cucina

 

Molti ristoranti propongono la cucina tipica.  I ristoranti con e le specialità a base di pesce pesce sono una garanzia a Cirella.
 


 

Fusilli calabresi artigianali

 

Per un buon piatto tipico l'occasione è di gustare dalla Pasta Rcca i veri fusilli calabresi artigianali.

 

Il Porto

 

Il marina di Diamante è in fase di ristrutturazione. A lavori ultimati sarà composto da un molo di sopraflutto a gomito da uno di sottoflutto e internamente da uno sporgente centrale e da pontili galleggianti.
 


 

Il marina di Diamante

 

Fondo marino: roccioso.
Divieti: porto in fase di costruzione è vietato l'accesso.
Rade sicure più vicine: porto di Maratea, Isola di Dino (Praia a Mare), porto di Cetraro.

 

COORDINATE

MARINA DI DIAMANTE

39°40',42 N 15°48',46 E

PER CONTATTARE IL PORTO
E-mail: diamante@guardiacostiera.it
Telefono: 0985-876075

 

Fonte: Wikipedia, webalice.it e Nautica Report
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Calabria, mar Tirreno, Cirella, Diamante, Cosenza, Tirreno calabrese
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