Area Marina Protetta Isole Ciclopi (CT). Un piccolo paradiso naturalistico - Turismo e ormeggi - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Isola di Ortigia - Siracusa
Ortigia costituisce la parte più antica della città di Siracusa rappresentandone la rispettiva circoscrizione, la nona ed ultima sul territorio cittadino.
 
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 12/12/2017 07:00
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Area Marina Protetta Isole Ciclopi (CT). Un piccolo paradiso naturalistico

Area Marina Protetta Isole Ciclopi (CT). Un piccolo paradiso naturalistico

Siituata in un incantevole proscenio naturale rappresentato da un mare cristallino sormontato dal maestoso profilo dell'Etna, l'Amp Isole Ciclopi prende il nome dal piccolo arcipelago composto dall'Isola Lachea e dai Faraglioni che presentano le testimonianze dei fenomeni subvulcanici più antichi del distretto etneo.

 

Un mare in cui trova riparo buona parte della fauna ittica e della flora del Mediterraneo, un paradiso naturale da scoprire grazie al battello con il fondo trasparente e ai 9 itinerari subacquei realizzati dall'ente gestore.
 


 

Area Marina Protetta Isole Ciclopi e isola Lachea
 

Isola Lachea

 

L’Isola Lachea è attraversata da una spaccatura che sembra la tagli in due e che si estende fino alla parte sommersa dell’isola formando un piccolo canyon tutto da scoprire. Ha una pianta ellittica e le parti più alte sono di un colore bianco che contrasta con il nero delle rocce vulcaniche.

 

I faraglioni sono tre e sorgono a sud dell’isola Lachea. Le prime tracce sull’isola risalgono all’epoca preistorica, testimoniato dalla presenza di due piccole tombe a grotticella che nel corso degli anni sono state adattate a diversi usi. A nord-est delle grotte, dopo la scalinata che conduce al Museo dell’Isola, si trovano due grandi buche circolari profonde un metro, dove gli archeologi hanno rinvenuto utensili dell’età tardo romana.
 


 

I Faraglioni

 

A pochi passi dalla riva si trova un piccolo fabbricato che oggi ospita il laboratorio biologico marino e di lì a pochi passi parte il sentiero che porta alla sommità dell’isola dove troviamo il Museo, la Cisterna e la Grotta del Monaco dalla quale si può godere di un meraviglioso panorama.

 

Nel Museo si possono ammirare delle collezioni che rappresentano alcuni aspetti faunistici, floristici, geologici e archeologici dell’isola.

 

Faraglione Grande
 

Il Faraglione Grande, o di Santa Maria, è l’unico dei faraglioni che è stato toccato dall’intervento dell’uomo testimoniato dalla presenza di una scala in muratura che conduce fino ad una piazza dove è sistemata la statua della Vergine (segno di devozione dei pescatori).
 


 

Il Faraglione Grande

 

Gli altri due Faraglioni, molto più piccoli per dimensione, non presentano particolarità.

 

A queste quattro isole si accompagnano dei piccoli scogli chiamati “U zu lanu di Fora” e “U zu lanu di Terra” e altri tre faraglioni che il mare ha tenuto nascosti. Questi tre faraglioni non raggiungono la superficie dell’acqua e dominano con imponenza i fondali.

 

 

Leggenda dei Faraglioni di Acicastello
 

La leggenda che aleggia su queste isole è famosissima: Polifemo era innamorato di Galatea che non corrispondeva il suo amore ma era innamorata del pastore Aci.

 

Il Ciclope, pazzo di gelosia, uccise Aci scagliandogli un’enorme pietra contro. Il grande masso rotolando in mare formò l’isola di Lachea e Aci si trasformò in un piccolo fiume (il fiume Aci dal quale prendono il nome tutti i paesi della costa ionica catanese: Acitrezza, Acicastello, Aci San Filippo ed altri).
 


 

Odisseo nella grotta di Polifemo (dipinto di Jakob Jordaens, XVII sec.)

 

Ma questa leggenda non è l’unica, e neanche la più conosciuta, che è quella di Ulisse e della sua flotta che arrivarono sull’isola di Polifemo e furono imprigionati. Grazie alla furbizia e all’ingegno di Ulisse il gruppo riuscì a liberarsi e Polifemo, nella rabbia per essere stato accecato e preso in giro, cominciò a scagliare dei massi, i Faraglioni.

 

Al di là del mito c’è la scienza che parla e ci racconta di un’intensa attività vulcanica sottomarina che ha favorito la nascita dell’Isola di Lachea e dei Faraglioni. Sia l’isola di Lachea che quella di Faraglione Grande presentano, sulle sommità, delle argille bianche dette “marne” che sono delle pietre argillose dell’età pleistocenica, formatesi in seguito alla fuoriuscita del magma. Tutte le isole dei Cicplopi formano un unico blocco vulcanico.
 


 

Isola Lachea e Grande Faraglione,Photo-Italy ugo.

 

Particolarità delle Isole dei Ciclopi
 

Ma questi posti, oltre la leggenda e le ricerche geologiche, hanno ispirato anche grandi opere letterarie e cinematografiche come i "Malavoglia" di Giovanni Verga e “La terra Trema” di Visconti, un film che riprende le vicende dell’opera del Verga.

 

Flora isole dei Ciclopi
 

Dato il clima mediterraneo questi posti ospitano una flora tipicamente mediterranea: l’acanto, l’erba cristallina stretta, l’oleandro, l’arisario, l’erba tortora, il fico d’India, l’erba del cucco, la casuarina, il cappero, l’assenzio arbustivo, il crisantemo giallo, l’ombelico di Venere, l’euforbia, la violacciocca, il cavolicello, la canna, il tè siciliano, l’alloro, lo sparto, il fico, l’acacia, l’asparago pungente, il pittosporo, l’ailanto, il finocchino di mare e la valeriana rossa.
 


 

Valeriana rossa

 

Fauna isole dei Ciclopi

 

Queste specie di piante si trovano soprattutto sull’isola di Lachea che ospita anche delle interessantissime specie animali, la maggior parte dei quali sono degli invertebrati (isopodi, diplopodi, collemboli, ortotteri, coleotteri, imenotteri e lepidotteri).

 

Tra i vertebrati abbiamo gli anfibi, i roditori e i rettili ( tra i rettili la celebre lucertola Podarcis, dalle tipiche macchie, che è diventata mascotte dell’isola). Tra g li uccelli: la passera sarda, la ballerina gialla, la gazza, il verzellino, il fanello, la sterpazzolina, la tottavilla, l’occhiocotto, il piropiro piccolo, gabbiani reali, cormorani e lo zafferano. Tra i rapaci ci sono: il falco di palude e il falco pellegrino.
 


 

Il verzellino

 

Minerali e Fondali isole dei Ciclopi
 

Sui faraglioni si formano delle incrostazioni composte da alghe, briozoi, policheti, molluschi, tutti immersi in una matrice calcarea. 

 

Ma anche i fondali ospitano tantissime specie di organismi marini: Littorina neritoides, porcellini degli scogli, granchi corridori, patelle, pomodori e anemoni di mare. Tra i molluschi si trovano:il murice spinoso, la conchiglia sifonata e spinata, la trottola rugosa o occhio di santa Lucia e il piede di pellicano.
 


 

Fondale delle isole Ciclopi - Una murena

 

Un altro animale che si aggira tra le acque dei Cicplopi è il riccio. Alla lista mancano ancora tante altre specie che colorano e ravvivano mare e terra. Soltanto visitando questi posti ci si potrà rendere conto di quanta sia la bellezza il fascino, di quanto sia bello percorrerli e respirarne l’aria, di quanto sia meraviglioso perdere lo sguardo tra terra e mare.

 

www.esplorasicilia.com

 

COORDINATE

ACI TREZZA
37°33',40 N 15°09',80 E

PER CONTATTARE IL PORTO
VHF canale 11 – 16
E-mail: acicastello@guardiacostiera.it
Telefono: 095-277381

 

Fonte: parks.it esplorasicilia.com e Nautica report
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Sicilia, Acitrezza, Etna, Isola Lachea, Faraglioni
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