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I transatlantici italiani Michelangelo e Raffaello

I transatlantici italiani Michelangelo e Raffaello

Le navi più eleganti e lussuose di sempre

I transatlantici, così definiti proprio perché le prime traversate transoceaniche si compivano attraverso l’Atlantico, segnarono un'epoca memorabile per la cantieristica italiana.

 

Dopo il successo del Rex e di molte altre straordinarie navi, la “Michelangelo” e la gemella “Raffaello” furono le punte di diamante della flotta italiana varate negli anni sessanta.
 


 

I tranasatlantici Michelangelo e Raffaello a Genova - Da www.michelangelo-raffaello.com

 

Considerate le navi più eleganti e lussuose in circolazione, svolsero innumerevoli crociere anche all'interno del Mar Mediterraneo e conclusero le loro carriere negli anni settanta quando, a causa della crisi economica, furono vendute a soggetti stranieri, non senza polemiche e rimpianti.

La crisi petrolifera portò infatti i costi di esercizio a livelli economicamente insostenibili, data l'intuibile incidenza dei consumi di combustibile di simili mezzi, ed in pratica uccise le ambizioni italiane in questo settore.



 

Il vestibolo della Raffaello - Da www.michelangelo-raffaello.com

 

Nel Novecento, i cantieri italiani produssero una nutrita serie di transatlantici, che presto divennero noti in ambito internazionale per la tecnica, la qualità costruttiva e il comfort di viaggio.

 

Rispetto ad una nave passeggeri tradizionale, il transatlantico era studiato per poter fronteggiare le condizioni di mare e climatiche particolari dell'oceano, e dislocava quindi tonnellaggi giganteschi, che malgrado le dimensioni generali consentivano velocità di crociera assai elevate: l'italiano "Rex" vinse il Nastro azzurro nel 1933 raggiungendo una velocità media di 28 nodi.
 

  
 

La Raffaello in navigazione - Da www.michelangelo-raffaello.com

 

La “Raffaello” e la gemella “Michelangelo” erano state progettate  per poter competere su tutti i fronti con le migliori unità in servizio all'epoca. Particolarmente curata era la sicurezza a bordo, un aspetto tenuto in grande considerazione dalla Società Italia dopo le accuse subite in seguito all'affondamento dell'Andrea Doria.
 

La due nuove navi erano in grado di galleggiare anche dopo l'allagamento di tre qualsiasi dei propri 17 compartimenti stagni (contro i due previsti dalla SOLAS del 1960) e possedevano un'altezza metacentrica molto elevata, caratteristica che ne aumentava notevolmente la stabilità.
 

  
 

Il varo della Michelangelo - Da www.michelangelo-raffaello.com

 

Anche i dimensionamenti delle lamiere dello scafo erano maggiorati rispetto alle direttive della SOLAS 1960, mentre l'apparato motore era diviso in due sale macchine stagne separate: l'apparato motore dell'elica di dritta era completamente separato da quello dell'elica sinistra.
 

Lunga 275,8 metri e larga 31, la “Raffaello” aveva una stazza lorda di 45.933 tonnellate, ventidue in più della gemella, e un dislocamento a pieno carico di 42.000 tonnellate. Poteva mantenere una velocità di servizio di 26,5 nodi, che le consentiva di andare da Gibilterra a New York in soli cinque giorni, trasportando 1.775 passeggeri.
 

  
 

Il transatlantico Raffaello
 

La “Michelangelo” e la “Raffaello”, furono gli ultimi transatlantici costruiti per la Società Italia. Rimasero in servizio per soli dieci anni, dal 1965 al 1975, prima di essere poste in disarmo per via delle ormai insostenibili perdite economiche del servizio passeggeri transatlantico.

 

Vendute al governo iraniano per essere utilizzate come alloggio per ufficiali e truppe che seguivano la costruzione del porto di Bandar Abbas. La Michelangelo rimase in stato di crescente abbandono fino al 1991, quando, privata delle sovrastrutture, fu rimorchiata in Pakistan e demolita.

 

La Raffaello affondò nel novembre 1982 dopo essere stata colpita da missili incendiari iracheni.
 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 09/08/2022 07:30

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