L’Esmeralda: un naufragio nella flotta di Vasco da Gama - Report - NAUTICA REPORT
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Il profilo che delimita l'Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre verso terra è caratterizzato da una costa con pregevoli ed, in alcuni casi, uniche situazioni paseaggistiche ed ambientali.   Nei tr
Fonte: parks.it e nautica report
Titolo del: 24/06/2017 08:35
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L’Esmeralda: un naufragio nella flotta di Vasco da Gama

L’Esmeralda: un naufragio nella flotta di Vasco da Gama

Di Fabrizio Fattori

A Vasco da Gama viene riconosciuto il ruolo di aver aperto le prime relazioni commerciali tra est ed ovest, essendo arrivato in India nel 1498.

 

E’ in questo contesto che ha luogo nel maggio del 1503 il naufragio di una delle sue caravelle rimasta indietro sulla via del ritorno con il compito di disturbare la navigazione, tra l’India ed il Mar Rosso, a navi non portoghesi divenute in breve, fortemente competitive oltre ad effettuare vere a proprie azioni di pirateria in danno a marinerie  locali.
 


 

Il naufragio dell'Esmeralda - Da www.nationalgeographic.it

 

L’altra nave, il San Pedro, capitanata da uno zio di Vasco, Bras Sodré, era riuscita a scampare alla tempesta che invece risultò fatale per l'Esmeralda, comandata da un altro zio: Vicente Sodré, così come identificata dai reperti e dai documenti storici.

 

Il relitto  è stato localizzato a pochi metri di profondità (circa 6)  al largo della costa nord est dell’isola di Al Hallamyah nella regione Omanita, ed il cui recupero ( iniziato nel 2013) non ha presentato particolare difficoltà, salvo per il perenne movimento ondoso della superficie, che ha prodotto, tra l’altro la frammentazione delle parti friabili dello struttura.

 

Le molteplici campagne di scavo condotte da equipe internazionali, hanno portato al recupero di circa 2800 reperti, quasi esclusivamente di materiale duraturo come un disco di rame con le insegna reali: la sfera armillare scelta dal Re del Portogallo come emblema personale, una campana di bronzo datata 1498, anno del varo dell’Esmeralda, palle di cannone in pietra con le iniziali del comandante, armi da fuoco con i relativi proiettili in pietra, ferro e piombo, culatte di bronzo (camara), vettovaglie in ceramica e peltro, pietre dure, specie agate e corniole, appartenenti a collane, oltre a diverse monete in oro ed argento tra cui una rarissima moneta coniata per il Re del Portogallo Don Manuel nel 1499 ed identificata come l’ “Indio”.

 

Fabrizio Fattori


 

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