La pesca a ottobre - Pesca sportiva - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Agropoli, un porto mitico
Di Carlo Enrico Bazzani
Agropoli con il suo porto turistico capace di 1200 posti barca - il più grande a sud di Salerno pur conservando il fascino di antico approdo naturale - si conferma meta di grande interesse nautico e culturale.   Una comoda
Fonte: Nautica Report
Titolo del: 26/06/2017 07:40
Pesca sportiva / La pesca a ottobre
La pesca a ottobre

La pesca a ottobre

Ricciole e dentici, serra e lecce, lampughe e tonni. A Ottobre le alternative non mancano davvero.

  

lecce
 
 

Per chi ne ha la possibilità, una trasferta di qualche giorno alle isole, maggiori o minori, del Tirreno può significare vivere quelle emozioni che solo le grandi ricciole ed i maestosi dentici sanno regalare.

  


Anche per chi rimane a casa, le nostre coste ci offriranno molte possibilità: forse questo è il mese più bello in assoluto 

 

 

per la pesca in mare, facciamoci trovare pronti all’appuntamento.

 

 

Perciò, vediamo nel dettaglio, come sempre, come interpretare le singole tecniche di pesca in questo mese.

 

 


Traina col vivo


Di giorno, nelle ore più calde, ci dedicheremo alla ricerca delle lecce in foce. Come esca abbiamo diverse alternative, possiamo scegliere tra quelle di stagione, cefali, aguglie, lanzardi, sugarelli, stelle, seppie. Di questa stagione le lecce possono essere davvero grandi, quindi usiamo attrezzatura in grado di combattere anche pesci oltre i 20 chili di peso.


Dal tardo pomeriggio in poi, invece, cresce l’attività predatoria dei serra (anche se quest'anno è piuttosto magra, alla foce del Tevere come in genere lungo le coste laziali). Per insidiare questo formidabile predatore, oltre alle esche vive, è possibile ricorrere anche ai gronghetti ed alle aguglie morte. I fitti branchi di serra sono costituiti da esemplari al di sotto dei 2 chili ma in giro ci sono anche quelli grossi.


Trainando col vivo non è impossibile l’incontro con una ricciola o con un dentice, sulle Secche di Tor Paterno ma anche in zona “bettoline” e sui numerosi relitti sparsi lungo la costa laziale.


Per le lampughe micidiali sono anche le piccole aguglie e le seppie vive, alle quali non sanno resistere. E’ una pesca da fare intorno a boe e altri oggetti galleggianti (e cannizzi se li abbiamo calati in mare).


Traina con gli artificiali


Sottocosta in generale ed in foce in particolare, conviene usarli solo la sera e la notte per i serra. Di giorno, quando sono attive anche le lecce, è il caso di usarle solo se non abbiamo a disposizione il vivo.
Più al largo le prede che più spesso cadono vittime dei nostri artificiali a traina, sono le lampughe ed i tonnetti (occhio che i piccoli rossi sono vietati, tratteniamo solo tombarelli e aletterati), oltre alle onnipresenti palamite e al solito pesce azzurro minore.

 

light drifting

Mare permettendo, può valere la pena mettere la prua verso il largo e spingerci alla ricerca dei tunnidi su batimetriche importanti. Spesso i pesci si trovano su fondali di 500–1000 metri e anche più. Trovarli non è semplice perché non 

sempre i nostri alleati gabbiani ci forniscono le indicazioni utili, però se ci si riesce il divertimento è assicurato. La partenza improvvisa di una canna, o anche di 3 o 4 contemporaneamente, trainando a 6-8 nodi, l’urlo del cicalino di un mulinello, ci darà una scarica di adrenalina non indifferente. E grande sarà la soddisfazione nell’imbarcare un bel tonno di branco (da rilasciare), un alalunga, una lampuga di taglia o un’aguglia imperiale!

 

Drifting


Se pratichiamo il Catch & Release, dedicare qualche uscita alla ricerca dei tonni può essere, in questo periodo, davvero una buona idea. Vale la pena provarci, dicevamo, innanzitutto perché l’enorme soddisfazione della cattura di un pesce di svariate decine di chili ripaga delle tante ore di attesa. Poi perché in questo periodo è frequente l’arrivo di pesci più piccoli ma pur sempre interessanti come le lampughe, gli alletterati, gli spada, che possono rompere la monotonia dell’azione di pasturazione.

  
Light Drifting


E’ proprio questo il periodo in cui è possibile dedicarsi a questa tecnica di pesca con maggior probabilità di successo con pesci diversi dai soliti lanzardi e sugarelli.

  

Oltre ai vari tonnetti (tombarelli e alletterati più piccoli rossi da rilasciare) ed alle lampughe, anche altri pesci pelagici potranno essere di volta in volta vittime dei nostri inganni. Praticamente tutti i frequentatori delle alte profondità e del mare aperto, pesci pilota, pesci spada (spesso troppo piccoli) e palamite.

 

Spinning costiero


Nell’immediato sottocosta ci sono ancora molte occasioni da sfruttare. E’ soprattutto nella zona della foce che con lo spinning ci si può divertire, insidiando i serra, un tempo presenti in fitti branchi (ma ancora latitanti quest'anno), e perché no le lecce.




Coi serra conviene impostare battute serali alla ricerca dei pesci imbrancati. Sono condizioni queste che possono rilevarsi straordinarie e garantirci anche decine di strike!


Per le lecce dovremo invece andare nelle ore centrali. Ottimali sono le condizioni meteo lievemente perturbate, con venti moderati meridionali e leggere pioggerelline.


Spinning in mare aperto


Ottime possibilità su mangianze e nei pressi di oggetti galleggianti, in particolare con le lampughe. Pescarle con recuperi veloci in superficie consente di vivere in diretta l’emozione dell’inseguimento e dell’attacco. Uno spasso!


Bolentino


In questo mese si entra nel vivo di questa pesca. I fragolini vanno ricercati soprattutto tra i canaloni della secca di Tor Paterno. Ancora non sono grandi ma qualche bel pesce può sempre scapparci.


Altre tecniche


Ultimi periodi di alta pressione e condizioni ottimali per andare a bolentino di profondità: approfittiamone se ci piace questa tecnica di pesca.

  

Per la pesca delle seppie tutto sta nel trovare la giornata adatta. Per questa pesca ci vuole mare calmo ed acqua limpida. In queste condizioni il risultato è garantito. E la cena pure.

Fonte: Obiettivo Pesca
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