La Manutenzione del Teak - Tecnica e manutenzione - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Isola di Sant'Erasmo (VE)
Sant'Erasmo è un'isola della laguna Veneta settentrionale, la seconda per estensione dopo Venezia. Si trova al centro di un ideale triangolo formato da Murano, Burano e Punta Sabbioni.
 
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 19/08/2017 07:25
Tecnica e manutenzione / La Manutenzione del Teak
La Manutenzione del Teak

La Manutenzione del Teak

Di Leonardo Massabò

Purtroppo le belle coperte in teak stanno diventando sempre più rare, causa il diffondersi di materiali alternativi, ma forse è meglio così, in quanto causa la penuria di materia prima d'alta qualità, una coperta fatta a regola d'arte raggiungerebbe costi proibitivi, non è che oggi costi poco…

 

Per il motivo di cui sopra la coperta dev'essere manutenuta con cura pena un rapido deperimento, vediamo di capire come ci si deve regolare, partendo in prima analisi da un legno in perfette condizioni, vedremo poi cosa è possibile fare quando una coperta inizia a mostrare i segni del tempo o della cattiva manutenzione; prima di tutto però, alcune cose da non fare su qualunque coperta.
 

 

Il calpestio del teak è vietato a scarpe con suole in cuoio, tacchi a spillo (possono incidere il legno), cani (le loro unghie possono fare seri danni).


Un bel panino al pomodoro in mano ad un bambino non è il massimo, come pure tutti quei cibi che possono produrre macchie oleose; una grigliata di sera è piacevole, ma olio e braci, possono rovinare seriamente il legno.

 

Quando un artigiano sale a bordo, abbiate cura di stendere dei teli o dei cartoni nei punti ove deve passare, le scarpe dei meccanici in particolare non brillano per pulizia, fa parte del gioco, ma bisogna evitare che restino tracce indelebili.
 

Se caricate il fuoribordo in coperta, non posatelo sul teak, lo segna irrimediabilmente.
 

Il Lavaggio
 

Il teak è un legno che fa dell'olio in esso contenuto, un baluardo contro l'invecchiamento e il disseccamento, questo dev'essere mantenuto nelle fibre il più a lungo possibile; come fare?
 

Il lavaggio va effettuato con un detersivo a PH neutro, usando uno spazzolone morbido passato perpendicolarmente alle fibre, mai parallelamente, in quanto si velocizerebbe l'asportazione della lignina, creando quelle tipiche scanalature presenti nel teak consumato.
 

Dopo il lavaggio, risciacquo abbondante con acqua dolce e poi alcune secchiate d'acqua di mare pulita; a questo punto molti salteranno sulla sedia, perché l'acqua di mare?
 

Per mantenere il teak impregnato del suo olio naturale, il risciacquo con acqua salata serve a far si che il sale trattenuto dalle porosità del legno, lo mantenga umido quel tanto che basta per rallentarne il disseccamento, evitando che l'olio evapori.
 

Buona cosa sarebbe fare ciò che si vede normalmente sugli scafi d'epoca, ove i legni abbondano; quando lo scafo è all'ormeggio, coprire il legno con tendalini e cagnari, che impediscono l'azione diretta del sole.

 

Di Leonardo Massabò

Fonte: Nautica report
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manutenzioni del teak, calpestio teak, lavaggio del teak
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